Occhio alla coppia

La ricerca del partner giusto occupa una parte significativa della nostra vita. Non parlo di ricerca ossessiva o di fine ultimo dell’esistenza (altro tipo di problematica che tratteremo più in là), ma di quel bisogno insito in ognuno di noi che da un certo punto della vita in poi ci porta a scrutare in noi e negli altri per scovare l’altra metà della mela.

Di qualsiasi tipo di relazione si tratti, parte sempre con i migliori auspici. Si vive l’un per l’altro, il mondo ci sorride, sembra che nulla possa andare storto … che sarà per sempre. Ma al di là di ogni specifica e singolare storia, prima o poi ci si ritrova a fare i conti con la routine, la monotonia e con le abitudini.

Non è semplice vivere con l’altro.

Ad un certo punto ci rendiamo conto che la persona al nostro fianco … ha dei difetti!!!

Ma com’è possibile? Dov’è finito quel sorriso che mi faceva dimenticare tutto? E quel suo modo di guardarmi che mi faceva sentire l’unico essere al mondo come ha fatto a diventare così … smorto? E quel modo così rumoroso di respirare …

Tutte cose che si sentono spesso durante una terapia.

Ma l’altro non cambia dall’oggi al domani. La convivenza non è una formula magica che fa assopire le passioni e la complicità.

La “tomba dell’amore” è il non sapersi riscoprire e stimolare di giorno in giorno, è il darsi per scontati e lo smettere di conquistarsi e scegliersi quotidianamente.

L’AMORE è un sentimento complesso e non infinito. Va nutrito e stimolato continuamente  per permettere al partner di scegliere giorno dopo giorno di continuare ad amarci.

Ma nulla è perduto!

Ogni coppia conosce periodi di stanchezza e di allontanamento, ma questo non significa che sia finito il sentimento. Problemi economici o familiari, problemi con i figli o figli che non arrivano, suoceri invadenti o famiglie lontane … tutto sembra congiurare contro la coppia ideale. Ma bisogna attutire insieme ogni colpo e tutto è possibile quando i partner sono in grado di modulare le reciproche necessità.

A volte però le cose si complicano al punto che ci si sente ingabbiati e bloccati in una situazione che ci sfugge di mano, una condizione di immobilità che ci fa vivere la coppia non come potenziamento ma come limite.

In questi momenti si ha il bisogno di un sostegno esterno, di una visione esterna, neutrale e professionale che possa sostenere la coppia nel ritrovarsi.

A volte invece la relazione giunge alla sua conclusione e non sempre da soli si riesce a metabolizzare la fine di una storia.

La coppia è un organismo con una sua storia e vita che nasce dall’unione di due individualità, ma che da come risultato molto più di una semplice fusione, ha una sua nascita, una sua “infanzia” e una sua evoluzione. E come ogni organismo può aver bisogno di sostegno e sicuramente ha sempre bisogno di attenzione e cura.

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