Tutti a dire depressione … ma sappiamo cos’è?

depressioneSi parla tanto di depressione in questi ultimi giorni per via dell’incidente aereo provocato dal pilota della Germanwings, Andreas Lubitz.

Tante cose sono state dette e tante ancora ne sentiremo, ma vorrei spendere due parole su questa alterazione dello stato dell’umore che spesso viene citato a sproposito.

Intanto diamo una definizione di depressione: “Condizione psichiatrica con riduzione del tono dell’umore e sentimenti di avvilimento, dolore, perdita di speranza, melanconia, senso di tristezza diffuso e conseguente astenia.”

Il termine deriva dal latino e significa “spingere verso il basso”.

Precisiamo inoltre che la depressione è una condizione patologica invalidante per la persona. Va distinta da uno stato melanconico e dalla tristezza che fanno parte della normale gamma emozionale dell’individuo.

I sintomi, che possono variare di intensità e presenza da persona a persona possono riassumersi così:

  •       variazione del rapporto con il cibo (appetito aumentato o diminuito)
  •       variazione del sonno (aumento o diminuzione)
  •       rallentamento motorio significativo o senso di agitazione
  •       maggiore facilità a stancarsi
  •       elevata svalutazione e aumento del senso di colpa
  •       scarsa concentrazione
  •       pensieri negativi pervasivi fino al suicidio

Possiamo parlare di episodi depressivi o di sindrome depressiva, ma nel momento in cui ci troviamo a combattere con tale alterazione dell’umore uscirne da soli ci sembra impossibile. Non abbiamo più voglia di fare nulla, non c’è più il piacere nelle attività che prima ci gratificavano e il futuro non lo vediamo neppure.

La malinconia e la tristezza sono stati emozionali con i quali ci troviamo a convivere lungo tutto l’arco della nostra vita e che non sono patologi di per sé, ma ci mettono in contatto con una parte intima di noi stessi. La malinconia ci riporta al passato, ci fa rivolgere uno sguardo dentro di noi e ci porta ad una morbida riflessione. La tristezza è un’emozione che ci avvolge quando abbiamo bisogno di accudirci, di provare tenerezza per noi stessi.

Ma la depressione non fa tutto questo. Ci spegne e ci porta a non vedere più noi stessi, né nel presente, né nel futuro ed il passato è valutato negativamente.

Una descrizione molto toccante di ciò che prova una persona in depressione ce la offre J. K. Rowling nella saga di Harry Potter:

Li ho sentiti. Tutto è diventato freddo,ed era una sera molto calda d’estate, sapete. E mi sono sentita… come se tutta la felicità fosse sparita dal mondo… e ho ricordato… cose terribili…” dice la signora Figg parlando dei dissennatori, esseri avvizziti che portano via l’anima e i momenti felici.

Ma da questo stato di malessere pervasivo si può uscire.

Può essere utile un supporto farmacologico che consente di ristabilire lo squilibrio neuro-ormonale che accompagna tale sindrome. Il solo supporto farmacologico però in genere esperisce solo effetti temporanei e vincolati al farmaco. Associando al farmaco una psicoterapia, la persona riacquisisce le abilità che gli permetteranno di riprendere in mano la propria vita e gestire le possibili ricadute in maniera funzionale e non più patologica.

Quindi, quando ci sentiamo “un po’ giù”, quando siamo sopraffatti da quella sensazione di abbattimento cerchiamo di prenderci cura di noi, di volerci almeno un po’ di bene e magari passa. Forse ci siamo solo ignorati per un po’ di tempo.

Ma se il mondo diventa freddo e tutti i pensieri diventano scuri chiediamo aiuto, a chi ci sta intorno e a chi ci può sostenere professionalmente.

La depressione è una patologia e come tale la possiamo combattere.

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Posted in Depressione, malinconia, problemi, sindrome depressiva, tristezza

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